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Vin santo del Chianti

Vin santo e cantucci Il Vin Santo del Chianti DOC presenta colore che va dal giallo paglierino al dorato, all'ambrato intenso; odore etereo, intenso caratteristico; sapore armonico, vellutato, secco o con più pronunciata rotondità per i tipi Abboccato, Amabile, Dolce; la gradazione minima è di 15,5 gradi; la variante Occhio di pernice presenta colore che varia dal rosa intenso al rosa pallido; odore caldo, intenso; sapore amabile o dolce, morbido, vellutato e rotondo; la gradazione minima è di 17 gradi.

Territorio interessato alla produzione

La zona di produzione del Vin Santo del Chianti DOC comprende parte delle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pisa e Pistoia.

La DOC Vin Santo del Chianti

La DOC Vin Santo Chianti, riconosciuta nel 1997, ha segnato un passo importante per la valorizzazione di un prodotto che ha avuto grande rilevanza nell'enologia toscana fin dal Medioevo. La sua zona di produzione coincide con quella del Chianti DOCG.
Tradizionalmente considerato il vino dell'ospitalità e dell'amicizia, il Vin Santo del Chianti viene utilizzato per accompagnare la tipica pasticceria secca toscana, come biscottini di Prato, brigidini, buccellato, castagnaccio e ricciarelli.
Va degustato ad una temperatura di 14, 15 gradi in calici di media capacità a tulipano e può essere consumato fino a dieci anni dopo la vendemmia.

Caratteristiche vin Santo del Chianti

Trebbiano Toscano e Malvasia, da soli o congiuntamente, minimo 70%.
Altre uve a bacca bianca o rossa raccomandati e/o autorizzati per le province di Firenze, Siena, Pistoia, Arezzo, Pisa e Prato fino ad un massimo del 30%

Caratteristiche vin Santo del Chianti Occhio di Pernice

Sangiovese: minimo 50%.
Altre uve a bacca bianca o rossa raccomandati e/o autorizzati per le province di Firenze, Siena, Pistoia, Arezzo, Pisa e Prato fino ad un massimo del 50%

Appassimento

L'uva dopo aver subito un'accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale, e può essere ammostata non prima del 1 dicembre dell'anno di raccolta e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo.
L'appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei per raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore al 26% per il «Vin Santo del Chianti» e per la tipologia «Occhio di pernice» e al 27% per le relative sottozone; è ammessa una parziale disidratazione delle uve con aria ventilata.

Vinificazione e invecchiamento

La vinificazione e l'invecchiamento devono avvenire in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiore ai 5 ettolitri. Dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio, può essere contenuto in altri recipienti.
L'immissione al consumo non può avvenire prima del 1 novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve; per la specificazione aggiuntiva riserva l'immissione al consumo non può avvenire prima del 1 novembre del quarto anno successivo a quello di produzione delle uve. Appassimento uve vin santo

Imbottigliamento

I vini a denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti anche con il riferimento alle sottozone devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità non superiore a 0,750 litri confezionate e sigillate con tappo di sughero raso bocca.
È' consentito riportare in etichetta le qualificazioni secco, abboccato, amabile, dolce, nel rispetto della normativa comunitaria. Sulle confezioni di questi vini deve risultare obbligatoriamente l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.